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Brand awareness e SEO: l’unione fa la forza!

Quando viene richiesta una consulenza SEO spesso, troppo spesso, i clienti (o presunti tali) e, ahimè, anche i consulenti stessi, dimenticano di focalizzare l’attenzione sul brand.

Quando si parla di digital marketing (soprattutto in Calabria) è imprescindibile fare riferimento alle attività SEO, fondamentali anche per migliorare il posizionamento di un sito.

Chiariti questi due concetti, andiamo nelle specifico.

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Senza Brand Awareness non è consigliabile eseguire altre attività (ma dai!?).

Pensateci un attimo: avete preparato tutto ciò che vi serve per impostare un’attività continuativa e mirata di digital marketing e siete pronti a dare il via alle danze.

Perfetto!

Ancora meglio, siete degli abilissimi consulenti seo e avete già preparato le keywords su cui volete lavorare, senza tralasciare nulla.

Iniziate così a scalare le SERP, perché state dando vita a molteplici attività SEO ma… (c’è sempre un ma!) non riuscite a convertire: il vostro cliente non riesce a vendere!

Cosa è successo? Perché la SEO non sta funzionando?

Come normale che sia, non esistono risposte concrete a una domanda del genere, poiché i motivi potrebbero essere molteplici e, di conseguenza, tante potrebbero essere le risposte.

E allora? Cosa c’è che non va? Cosa si deve fare?

Una risposta, fra le tante domande, potrebbe esserci..

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Siete sicuri che il vostro brand sia conosciuto? Siete sicuri che oltre a lavorare con un cliente che fornisce prodotti e/o servizi veramente di valore, esso sia presente online e offline? La risposta, probabilmente, è: no!

Trovata la risposta, ora, è tempo di passare all’azione e di cogliere la strategia di digital marketing giusta per comunicare a tutti l’esistenza di questo vostro cliente, dei suoi prodotti, dei sui plus rispetto ai competitors e, soprattutto, del perché deve essere preferito agli altri.

E’ come quando andate al supermercato: la maggior parte di voi tra un brand e un altro, nel dubbio e non per forza a parità di condizione, sceglie quello che più ha sentito nominare, quello che più conosce.

E’ chiaro che non esiste un solo fattore che entra in gioco, ma la nostra esperienza, nel tempo, ci ha portato a comprendere che se non sei conosciuto non c’è attività che tenga.

Any suggestions?

SEO

Il nostro suggerimento è, pertanto, fare brand awareness in modo continuativo e impegnativo, al pari di tutte le attività relative al web marketing e alla seo, perché se non ti conoscono potrebbero non sceglierti e se non ti scelgono non è solo un problema di mancata conversione ma, peggio, hai fatto convertire un tuo competitor!

Utilizzare insieme brand awareness e attività seo potrebbe essere la chiave vincente!

Ora che avete ben chiaro che divulgare il nome del vostro cliente è importante, vi lascio alcuni link interessanti su come farlo!

Massimo Fattoretto: Brand awareness

Mediabuzz: Brand awarness con i social 

Marketing arena: Brand awareness e lead generation

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Giovanni Le Coche

Author

La mattina presto infila le scarpe da running, gli auricolari e corre per le strade di Cosenza, spinto dalla musica e dall’entusiasmo di un nuovo giorno. Porta la stessa carica in ufficio, tra un affaccio sulla città e più di uno sull’etere. All’inizio delle call, sbucano prima le sue cuffie e i suoi sorrisi rincuoranti, per lasciar poi spazio a un ciuffo brizzolato alquanto ribelle e a parole che uniscono, senza disperdere. Adora dare dei piccoli soprannomi affettuosi a tutte le persone del team, come se fosse un’estensione di un rapporto di stima che va oltre il lavoro. È caparbio, dolce, protettivo. Ama tutto della sua professione, ma più di ogni cosa adora risolvere problemi. Sarà perché è un ingegnere? Non l’abbiamo capito, ma una cosa è certa: quando se ne presenta uno, Giovanni non si scoraggia, anzi si galvanizza. “Perché mi sento l’adrenalina nelle vene”, dice, canticchiando Whataver it takes degli Image Dragons. Sapete come va a finire? Trova sempre la soluzione anche confrontandosi con il team. Per un infortunio ha dovuto lasciare il calcio e cedere la fascia di capitano, ma insieme a Pierfrancesco la indossa ogni giorno per portarci avanti e dare sempre il massimo. E se capita di prendere un goal, raduna tutti, palla a centro e si ricomincia. Magari prendendo fiato nel “terzo tempo” – lui lo applicherebbe anche al calcio – fumando un sigaro (sì, non è salutare, ma qualche difettuccio ce l’ha pure lui), tra un bicchiere di vino (meglio rum) e tanti amici.